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“Che voi siate famosi o no, preparatevi ad avere finalmente l’immagine giusta e a vivere sulla cresta dell’onda”.

Parola di Xavier Perez, direttore artistico della Xavier Perez Coiffeur Studio Paris, richiestissimo hair stylist al quale star mondiali della moda, del cinema e più in generale dello mondo dello spettacolo si sono affidate per avere un look adatto e vincente prima di un lavoro importante. Perez parla non a caso di “onda”, una
parola con cui ha persino marchiato il suo corpo. Sul suo braccio destro si legge infatti “Vivo la mia onda”, slogan che racchiude la sua filosofia di
vita e il segreto del suo successo che, come si evince dal curriculum vitae scritto in 25 anni di carriera, lo ha portato a collaborare con Maison del
calibro di Armani, Moschino, Ferragamo, giusto per citarne alcune, e con le riviste più patinate.

Xavier, che cosa racconta il suo tatuaggio?

“Innanzitutto la mia passione per il kytesurf. Questo sport mi ha fatto capire che in fondo l’onda del mare e quella dei capelli sono molto simili
tra loro”.

Più precisamente?
“Quando si esce in mare con la tavola da surf, sport che ho praticato in passato, bisogna seguire delle regole ben precise tra le quali “chi arriva
prima ha il diritto di prendere l’onda per primo”. Capita quindi che non sempre si riesce a cavalcare quella che si desidera. Con il kytesurf invece
è diverso, puoi prendere quella che vuoi e che ti conviene. E’ proprio per questo motivo che mi sono innamorato di questa disciplina sportiva
abbandonando il surf classico. Il kytesurf mi dà infatti l’opportunità di essere me stesso, di seguire il mio istinto, di assecondare il mio carattere.
Applicando questo principio al mio lavoro sono riuscito a manifestare il mio estro e il mio stile personale e con esso ad aiutare gli altri a trovare il
proprio. In altre parole, aiuto chi si rivolge a me a individuare, prendere e cavalcare la propria onda e ad andare il più lontano e veloce possibile nel mare dell’autostima. Il mio obiettivo è trovare il look adatto alle persone, aiutarle a piacersi, a stare bene con se stesse in ogni circorstanza e
periodo della vita”.

Tra queste persone ci sono state anche grandi star…

“Molte a dire il vero. Carla Bruni, per esempio, era entusiasta della falsa frangia che le ho creato con le extension. Le ho messe in testa anche a
Monica Bellucci dando più volume alla sua chioma e facendola apparire più glamour e sensuale. Anche lei era contentissima del risultato. Invece
a Claudia Schiffer, che ha un’immagine molto classica, ho dato un look moderno applicandole sui capelli una texture ottenuta miscelando ferro
e lacca. Stessa sorte è capitata anche a Bon Jovi e a Ricky Martin

 

Xavier, la sua “onda” professionale è stata definita avanguardista. Si specchia in questa definizione?

“Assolutamente sì. Quando vado in mare con la mia tavola attendo la mia onda cercandola con lo sguardo all’orizzonte, osservandone la schiuma per capire se sarà grande o piccola, se è opportuno prenderla.
Allo stesso modo faccio nell’ambito della moda: guardo avanti e cerco di anticipare le tendenze studiando poi nuovi tagli di capelli ma soprattutto lavorando con la materia, con le texture che preparo personalmente e segretamente nel mio studio”

Tendenze che ciclicamente e periodicamente tornano…

“Sì ed è proprio qui che entra in gioco l’importanza delle texture, ossia dei materiali che si mettono sui capelli, e di come vengono lavorati.
È la texture che dà modernità a un taglio di capelli, gli dà luce, corpo, volume nello spazio. Del resto anche gli stilisti oggi ripropongono abiti ispirati al passato ma con tessuti nuovi e più moderni. Il concetto di base è lo stesso”.

Parlando di materiali, lei prima ha citato le extension che appaiono sempre più indispensabili per creare i look…

“Esatto. Io, che ho origini spagnole ma sono nato e cresciuto a Parigi, dove ho poi lavorato, sono stato tra i primi a utilizzarle lì negli anni d’oro del prêt-à-porter. Le extension, tra l’altro, sono proprio alla base della mia collaborazione con Benessere Capelli, a Milano, dove in qualità di direttore artistico, sfruttando la tecnologia avanzata di questa società e la mia
“onda” di esperienza, insegno ad applicarle e a creare look unici e meravigliosi”.

Quando ha capito che l’hair styling era il suo destino?

“A dodici anni: quando mi portavano dal parrucchiere sfogliavo le riviste che trovavo in negozio e rimanevo letteralmente incantato dalle immagini che vedevo. Ero sbalordito dal fatto che con i capelli si potessero creare tanti look diversi”.

Il vero salto in questo mondo lo deve a Jean Louis David?

“Sì, l’input più forte me lo ha dato lui quando avevo diciotto anni e lavoravo nel suo negozio. Impressionato dalla mia manualità, dal mio sovoir faire e dal modo moderno in cui applicavo la coda alle clienti, mi chiese di entrare a far parte della sua equipe di studio alla sola condizione, però, che nel frattempo mi facessi una cultura generale sulla moda”.

Un consiglio che, osservando la sua carriera, è risultato poi prezioso.

“Questo tipo di cultura è stata preziosa e determinante ogni volta che mi sono ritrovato a creare una storia di moda in studio con grandi fotografi, stilisti, top model e personaggi. Sulla scia di quell’invito di Jean Louis ho passato intere giornate a studiare nelle più grandi biblioteche di Parigi e ho guardato centinaia di vecchi film, anche degli anni ‘20. Apprendendo poi le sue tecniche, molto più moderne e avanguardiste di quelle degli altri parrucchieri, ho imparato a realizzare i look che vedevo sulle riviste”.

Sulle quali poi sono finiti anche numerosi suoi lavori…

“Sì! Sognavo di vederli pubblicati su giornali come Elle, Vogue, MarieClaire, Glamour, Vanity Fair. Un sogno che sono riuscito a trasformare in realtà!”.

Altri professionisti hanno segnato il suo cammino professionale?

“Ho imparato tanto anche da Jean Marc Maniatis, per il quale ho lavorato come direttore artistico. Lui e Jean Louis David non solo sono stati i miei maestri, ma sono stati i più grandi parrucchieri francesi al mondo”.

Come loro, ora anche lei è un maestro.

“Sì e, a tal proposito, con il mio gruppo, Xavier Perez Studio Paris, sto per dare vita a una scuola di formazione per quei parrucchieri che vogliono diventare hair stylist di studio. Li preparerò a interpretare il concetto di “immagine 2.0” che caratterizza questi tempi. Al termine dei corsi, che dureranno 2/3 anni, segnalerò poi alle migliori agenzie mondiali coloro che avranno dimostrato di avere un certo sovoir faire e valide doti artistiche”.

Come dice lei, oggi, nell’era dei social network e dei selfie, c’è una “nuova immagine”, diventata ormai strumento di comunicazione di massa. Dunque una nuova onda da dover prendere…

“E’ un’onda molto veloce! Pensiamo per un attimo al concetto di fotografia. Appena pochi anni fa il fotografo te le sviluppava in qualche giorno e tu le conservavi così come erano venute, anche se non ti piacevano. Oggi, invece, le scatti con lo smartphone in tempo reale, cestini tu stesso quelle che ritieni brutte, eventualmente le modifichi subito con un’App, e puoi postarle immediatamente sul Web. Alla luce di questa evoluzione, la fotografia (ma anche i video) non è più solo la fabbrica dei ricordi, quanto piuttosto e soprattutto la fabbrica istantanea di uno status. Per questo il lavoro dell’hair stylist, come anche quello del make up artist, è sempre più richiesto e fondamentale: di fronte a questa nuova esigenza facciamo la differenza dando alle persone un’immagine vincente pronta per l’uso, per un colloquio di lavoro come per il matrimonio e così via. Ai miei ragazzi insegno a fare tutto questo”.

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